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Crozza e gli arabi a Betlemme: una lezione da Enzo Tosi

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Una semplice lezione per aiutare Mr. Crozza che ha sostenuto che alla nascita di Gesù a Betlemme tutti i presenti fossero arabi:

 

Sir V. S. Naipaul, scrittore di famiglia indù, nato a Trinidad e naturalizzato britannico, premio Nobel 2001 per la letteratura.

Motivazione : per aver unito una descrizione percettiva ad un esame accurato incorruttibile, costringendoci a vedere la presenza di storie soppresse.“.

Vediamo una di queste storie macroscopicamente soppresse.

 

Nel suo libro “Fedeli ad oltranza” (1998) egli riporta le osservazioni raccolte
in un viaggio attraverso le popolazioni islamizzate e, fatto ancor più sorprendente, arabizzate in conseguenza della grande conquista realizzata dall’Islàm nei primi decenni seguiti alla Predicazione del Profeta.

Naipaul fu favorito, nell’accedere alle situazioni e nel parlare con le persone e quindi nell’acquisire materiali – come egli stesso dichiara – dal suo aspetto non propriamente occidentale.

Orbene, una delle “storie soppresse” più eclatanti è l’arabizzazione di molteplici popolazioni, nazioni, stirpi, tribù che poco o nulla avevano a che fare, tantomeno culturalmente, con gli arabi.

Come la definisce Naipaul,“la più radicale forma di colonizzazione della Storia” – cito a memoria.

Infatti tali popolazioni, Egiziani, Fenici tunisini, Berberi dell’Atlante etc, ce le ritroviamo “arabe” tutt’oggi.

Un colonizzazione che non solo asportò o rese marginali e clandestine lingue e culture millenarie preesistenti ma che impose e tuttora impone, insieme con la Fede (la sottomissione, l’islàm appunto), l’obbligo del pellegrinaggio (el hajj) alla Mecca per ottenere la salvazione: dunque persino la convergenza fisica rituale – come nota Naipaul-, obbligatoria per tutti i veri fedeli, verso il centro originario della cultura arabo-islamica.

Gli Ebrei, sia sotto i Romani che sotto i Bizantini, avevano continuato a rimanere tali e tale per popolazione e cultura il loro Paese.

La progressiva “arabizzazione” delle terre abitate tradizionalmente dagli Ebrei iniziò solo alla fine del VII secolo con la sottrazione all’Impero Bizantino del territorio, da essi abitato, parte dei guerrieri islamici.

Dunque Yeshua, (nome originale aramaico per Gesù = colui che salva), non nacque “tra gli Arabi” bensì tra gli Ebrei.