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Padre Pio al Giubileo, la condivisibile posizione di Filippo Facci

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Ripreso da Libero.it

Pensatela come volete, mi tengo stretto il mio personalissimo senso di vergogna e di orrore per un Paese in cui si fanno le dirette sulla salma di Padre Pio che sfila per Roma. Fate pure spallucce, fingete un interesse banalmente da entomologi che mascheri la vostra rassegnazione alle miserie umane e italiane, scambiate meramente per «cronaca» quella delle inviate che parlano seriosamente di «spoglie mortali», arrendetevi a quest’ aura di superstizione misticheggiante che ancora ci schiaccia nel Sud del Mondo e ai margini dell’ Occidente. Eccoci lì, siamo noi, le troupe estere ci immortalano, ci riconsegnano a rassicuranti contorni macchiettistici, siamo gli italiani che si agitano attorno a una mummia siliconata che viaggia dalla Puglia a Roma con tanto di scorta armata, siamo la versione 2.0 della credulità popolare ammantata di fanatismo religioso per un sacerdote che la Chiesa definì impostore e poi, da morto, trasformò a tempo record in beato e in santo – a furor di invasati – e soprattutto in businnes miliardario.
«La santità per strada fa bene all’ Italia», titolava ieri Avvenire nello spiegare che «le immagini in bianco e nero della vita dei due santi (ce n’ era anche un’ altro più sfigato, Leopoldo Randic) sono apparse davvero senza tempo». E infatti siamo fermi lì, all’ industria delle anime, a un’ immensa ed epocale circonvenzione d’ incapaci perpetrata con la nostra complicità mediatica. Poi dice l’ immagine dell’ Italia. Guardiamo avanti Che tristezza le dirette su Padre Pio Impossibile rassegnarsi al marketing Padre Pio.

Filippo Facci