Sconfitta

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Sconfitta
Bella serata.
Fuori, piove che Dio la manda ma nel Varesotto basta parlare di ciclismo per riempire la sala.
Silvano Contini e Beppe Fezzardi hanno raccontato di se a volte con impeto e a volte sottovoce.
Le immagini, i filmati – antichi quasi quelli riguardanti ‘il Fez’ – hanno mostrato le loro vittoriose imprese.
E verso la fine, dal pubblico, una domanda particolare.
Quale ‘il momento’ che più di tutti gli altri ricordano.
Con piacere o meno che sia?
Ed ecco quello che ‘il Fez’, partecipe, con voce improvvisamente grave, racconta:
“Giro d’Italia 1966.
Ultima tappa.
Siamo partiti da Vittorio Veneto e si va a Trieste.
Il mio capitano, Gianni Motta, ha la maglia rosa e, insomma, la vittoria è nostra.
Capita che mi ritrovi in fuga e che al traguardo manchino pochi chilometri.
Un gruppetto e io sono il più veloce.
Sapete, vero, cosa significa vincere l’ultima frazione al Giro?
Ma ecco che arriva l’ammiraglia, si affianca e il direttore sportivo mi fa cenno.
Mi accosto.
‘Beppe’, dice, ‘la volata non la fai’.
E continua: ‘Non possiamo.
Abbiamo già la maglia e la vittoria di tappa oggi deve andare a un’altra squadra’.
E così è andata.
Per la storia, vinse Bariviera”.
Ha ricordato con ancora l’amaro – un sacco di amaro – in bocca.
Non un successo.
Una sconfitta obbligata ‘il momento’ che ‘il Fez’ ha tirato fuori.
Per un attimo, in sala, un silenzio davvero partecipe.
Gli siamo tutti vicini.