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Dopo il 4 marzo

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Ecco il quadro dopo il 4 marzo, ammesso che i 5 Stelle siano davvero il primo partito.
Se Mattarella non dà l’incarico a Luigi Di Maio parleranno di mancanza di democrazia e di congiura contro di loro.
Se, nel caso, si formasse davvero – accadrà – il Renzusconi o un altro qualsiasi pateracchio, si troverebbero davvero in un ventre di vacca.
Se Di Maio, incaricato da Mattarella, non trovasse appoggi e fosse costretto a rinunciare, idem.
In prospettiva, contano di vincere e sperano di non riuscire dopo a governare (operano invero perché accada visto che chiedono vengano accettati il loro governo e il loro programma senza nulla concedere) per poter accusare il sistema.
In prospettiva, dovesse andare così (e andrà così) sono certi che nelle successive elezioni trionferanno.
Farina del sacco di Gianroberto Casaleggio, naturalmente.
Sullo sfondo, sempre, il Rousseau della ‘Introduzione alla Costituzione della Corsica’, maestro del paraguaiano Dottor de Francia e di Pol Pot.
(Come ho scritto tempo fa, non per niente la Piattaforma dei 5 Stelle di chiama ‘Rousseau’!)