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Quasimodo

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Varese, nel giorno di gennaio 2019 dedicato a Santa Suaibsech vergine

“Carissimo, mio cognato Attilio Martignoni – fra l’altro vincitore dello Zecchino d’oro 1960 e insegnante di pianoforte al Conservatorio a Milano – ebbe al medesimo Conservatorio come brillante, divertito e divertente insegnante d’italiano Salvatore Quasimodo.

A proposito del quale, molti anni orsono, mi venne alla penna la seguente ammonizione: ‘Attenti a mal considerare geometri o ragionieri in forza ad enti pubblici.

Chi l’avesse fatto a suo tempo per esempio in Valtellina avrebbe esercitato i propri strali su Salvatore Quasimodo’.

Era difatti il grande poeta, prima di arrivare ‘per fama’ e ovviamente senza laurea alla cattedra suindicata un impiegatuccio.

Venne all’agonia in un albergo nel quale – me ne narrò questi e ne scrisse – era anche Piero Chiara, da lui chiamato al capezzale a conforto e confidenza.

Tutto questo ed altro ancora leggendo oggi delle ricerche a proposito della mitica traduzione dei lirici greci che il futuro Nobel fece.

A proposito della traduzione Invero opera di una tal professoressa.

Ma – ognun sa o dovrebbe sapere – tradurre è una cosa e rendere in alta, altissima, poesia l’opera di alti, altissimi poeti tutt’altra.

Suvvia…”