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Jim Prideaux, o, nel mio caso, della cattiveria

Commenti disabilitati su Jim Prideaux, o, nel mio caso, della cattiveria Varie ed eventuali

“Ieri è morta mia madre”.
Aria addolorata di circostanza.
Atteggiamento corporeo adeguato.
Il tutto, secondo attitudine.
Ecco con quali parole e comportamenti, oggi – conscio di avermi fatto la stessa richiesta di aiuto infinite volte e della necessità di darle nuova linfa -, evitando di tendere la mano e comunque questuante, ‘il nipote del barista dell’agenzia ippica’ (mai conosciuto il suo nome, da tempi lontani lo identifico in cotal modo) mille anni fa esistente in centro ha cercato di indurmi a dargli qualcosa.
Per solito, un deca.
Cattiveria (cos’altro?), in quel momento, nel mentre gli allungavo il valsente.
La cattiveria mi ha fatto tornare alla mente le parole pronunciate dal direttore della scuola nella quale un Jim Prideaux costretto alla inattività insegna all’annuncio che non è presente perché la madre sta morendo.
“Una scusa che non potrà usare una seconda volta!”
E chi, colpevolmente, non sa chi diavolo sia Prideaux si impicchi.
Mais oui.