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Valparaiso

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Il Conte Enrico della Porta Rodiani Carrara arrivò a Valparaiso nel 1906.
Era, sotto mentite spoglie, ‘giovanotto’ – grado appena superiore a quello di mozzo – sul grande veliero che, partito da Genova oltre tre mesi prima, aveva doppiato Capo Horn per arrivare in Cile visto che onde altissime gli avevano impedito l’ingresso nello Stretto di Magellano.
Si andava allora ancora a vela per via del troppo ingombro – a scapito dello spazio per le merci – del locale motore e della riserva di carbone.
Fu da Valparaiso che, non so come, gli riuscì dopo tutto quel tempo, di fare arrivare notizie a casa.
Fermo il veliero per riparazioni e riassetti, nonché per il carico che avrebbe dovuto trasportare effettuando il viaggio inverso, visse il pressoché ventenne mio avo la vita del porto.
Osterie, bevute, azzardo, baruffe, donnacce…
Tornò a casa, a Roma, a Palazzo, due anni e passa dopo esserne uscito, con una bandana sulla fronte, abbronzato come un meticcio e un pappagallo sulla spalla.
L’usciere, vedendolo, non lo fece entrare.
Tranquillo, Enrico fece il giro e prese la via delle scale di servizio.
Cinquanta e passa anni dopo ricordava benissimo lo svenimento della madre, Donna Giuseppina, nel vederselo arrivare di fronte in quel modo conciato.