“Filatelico”

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“Filatelico”

Pessimo studente, in Cattolica, ho superato a fatica e impiegando anni ed anni gli esami di Giurisprudenza.
Anche fortunosamente.
Ho raccattato il massimo dei voti con Franco Cordero (Filosofia del Diritto e Procedura Penale) e con Orio Giacchi (Diritto Canonico e Diritto Ecclesiastico).
Potrei sostenere che quei due luminari mi avessero capito e gli altri, comuni mortali, no.
Fosse vero…
Piero Schlesinger, Alberto Crespi, Riccardo Broggini, Carlo Alberto Maschi, il povero Luigi Mengoni (si mise le mani sulla pelata prima di promuovermi con un calcio nel sedere pur di non vedermi più) valevano altrettanto.
Ero semplicemente così.
Pensavo ad altro.
Biliardo e carte, in primo luogo.
Teatro, cinema e musica poi.
La politica nel PLI.
Le donne?
Considerevolmente.
Oddio, dal quarto anno lavoravo anche, ma questo ebbe poco a che fare col pessimo rendimento universitario che avevo.
Che faceva seguito a scuole medie e licei passati tra bocciature e rimandi ad ottobre ed anni superati ‘per anzianità’.
(Tempi lontani quelli: gli esami di riparazione erano fissati ai primi d’ottobre, appunto).
Perché, oggi proprio oggi, riandare con la memoria a quei trascorsi anni, a quei ‘successi’?
Per via di Castiglione della Pescaia.
L’altro ieri, nella pioggia, ero là.
Andando e nel mentre, come adesso, ho pensato al suddetto Orio Giacchi, nato proprio alla Pescaia.
Grand’uomo davvero, autore autorevole, giurista insigne, insegnava con particolare capacità.
Coinvolgeva, eccome.
Sapete, era allora uso in Cattolica, all’inizio delle lezioni, se il docente lo consentiva, applaudire.
Ebbene, Giacchi gradiva eccome d’essere in cotale modo ricevuto in aula.
Impiegava un tempo infinito a togliersi cappello, sciarpa, guanti e pastrano prima di sedersi in cattedra.
E noi occupavamo quei minuti applaudendo sì, ma, aumentando la confidenza, anche gridando “bravo” e perfino “bello”.
A quest’ultimo complimento, il Professore si schermiva “Bello, no”, dicendo.
Capitò un giorno che volendo chissà perché cambiare, nel marasma, gli gridassi un “Filatelico”.
Colse Orio Giacchi l’appellativo e si girò sorpreso nella mia direzione.
Avrei voluto sparire ma quale non fu la mia sorpresa nel sentirlo dire con voce pensosa
“Un tempo.
Una volta.
Da ragazzo.
Una passione”
e chiudere con un sospirato “Andiamo avanti”.