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10 ottobre 1985

Commenti disabilitati su 10 ottobre 1985 Amarcord

Zio Giami, in arte Yul Brynner, era un bugiardo matricolato, arrivai a concludere.
Oddio, in famiglia si sosteneva che avesse perso la memoria perché altrimenti avrebbe certamente dato notizia di se’ alla stanca madre…
Ma quando mai…
Finita la Guerra – un passato politico problematico da dimenticare – era riuscito a far perdere le tracce, per riapparire a Parigi come trapezista.
Ma guarda.
E si era inventata una di quelle storie…
Veniva dalla Kamciatka, dove era nato chissà quando…
Padre e madre di mille differenti etnie e provenienze…
Faceva fino e la gente apprezzò.
Bello e inafferrabile lo era e sulla scena uno schianto.
Teatro e poi grande schermo.
Hollywood, nientemeno.
L’Oscar, ovviamente.
Mamma lo adorava e mi portava al cinema per vedere ‘zio Giami’, suo fratello maggiore.
“Lo vedi”, diceva, “È lui”.
E mi raccontava di quando si tuffava in mare da riva a Terracina per riemergere lontano…
Di quella volta che gli era riuscito di passare sotto la chiglia del Rex, da una parte all’altra…
E a me faceva rabbia che non ci conoscesse, che ci avesse cancellato.
Finì che a questo proposito mi quietai.
E avevo infine dimenticato.
Poi, il 10 ottobre 1985, una telefonata.
“Passi a prendermi verso le cinque?
Vado a Messa.
Alla radio hanno detto che è morto zio Giami.
Devo pregare”.
In Basilica, poi, vicini, composti.
“Mamma”, in auto al ritorno, “oggi è morto anche Orson Welles.
È nella sua biografia che ho letto che un giorno Yul Brynner, in treno, gli aveva confidato di essere svizzero, uno Jenisch.
Non era zio Giami”.
“Un’altra delle sue invenzioni”, con quel suo fare che la rendeva inattaccabile ed intoccabile, “Anche da ragazzo fantasticava”.
Che dirle?