‘Si parva licet componere magnis’

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‘Si parva licet componere magnis’
Van Cliburn?
La madre – che gli trasmise il dono – era stata allieva di Arthur Friedheim, uno degli ultimi discepoli di Franz Liszt.
Pianoforte, dunque.
A livelli semplicemente sublimi.
‘Si parva licet componere ‘magnis’, sul tavolo verde, stecca alla mano, sono stato allievo di Piero Chiara (scrisse che la cosa che gli era meglio riuscita tra quante sognate da giovane era proprio giocare a biliardo), a sua volta discepolo del mitico mattatore milanese trasferito in vecchiaia a Luino noto semplicemente come ‘il Forzinetti’.
Risultato?
Una mediocrità assoluta.
Non che ai tempi delle lezioni ‘chiariane’ me ne curassi.
È oggi, in questo preciso momento, che provo un qualche dispiacere, un improvviso avvilimento.
E che ricordo con occhio diverso quella volta che, al Centrale, avendo fatto saltare la bilia, capitò che abbattessi i birilli del biliardo posizionato un paio di metri più in là e che poi, spavaldamente, asserissi che i punti relativi dovessero essere aggiunti ai miei.
Sbruffoneggiavo mentre, sconsolato, Piero scuoteva la testa.