“Quel dommage!”

“Quel dommage!”

Primi anni Ottanta e decidi di non andarci più.

Al casinò, s’intende.

Capita allorquando scopri che i ‘giochi francesi’ sono relegati all’ultimo piano, che puoi entrare senza giacca e cravatta, come ti pare, mentre le slot machine e i tavoli americani impazzano e la gente d’estate gioca in maglietta e zoccoli.

E ti resta memoria di quella volta che, fatto l’en plein giocando otto, undici, ventitre e trenta, il centro della ‘serie’, hai detto “La mise aux employés”, sei andato sui ‘vicini’ e quel benedetto ‘onze’, orfano della tua ‘fiche’, è uscito altre quattro volte di fila.

E ricordi perfettamente lo chef che, ad ogni colpo maggiormente rattristato alla vista, ripeteva:

“Quel dommage, monsieur. Quel dommage!”