Giovinezza

Giovinezza

Sceso dal treno verso le sette di sera.
Lasciate le valigie nell’hotel trovato appena fuori la stazione.
Il dottor E. S., arrivato dalla natia Palermo laddove la vita a sera e di notte era vita.
Fattesi le nove.
Rinfrescato e cambiato.
Si diresse verso quello che di tutta evidenza doveva essere il centro città.
Giunto dopo poche centinaia di metri e senza avere incontrato anima viva in una piazza e trovato un unico taxi al fianco del quale il conducente, annoiato, fumava tranquillamente.
E. S., un bel sorriso stampato sulle labbra, dato il “Buonasera”, entrando in macchina, disse:
“Mi porti in centro”.
Per sentirsi rispondere:
“Mi sta prendendo in giro?
Questa è Piazza Monte Grappa.
È il centro!”
Ecco, questa oramai antica narrazione mi è tornata alla mente poco fa, scattando una foto di Via San Francesco – che immette nella predetta Monte Grappa – assolutamente deserta.
Cinquant’anni…
Forse qualcuno meno.
Il timore per la malattia e le disposizioni delle autorità alle quali, Varesini, ci adeguiamo hanno oramai riportato indietro la città.
Cosa che i quarantenni e i più giovani non possono ricordare, fino ai primi Settanta, Varese era sempre così dalle sette di sera in poi: assolutamente vuota!
È solo dalla metà declinante di quel decennio che i caffè sono rimasti aperti la sera, che si sono riempiti i ristoranti usi in precedenza a chiudere al massimo alle otto.
Un ritorno quello in atto a strade magnificamente illuminate e deserte.
Per quanto mi riguarda, alla giovinezza.

Vergate le precedenti righe in Varese, Via Bernascone, verso le ventidue del giorno che la Chiesa dedica a Sant’Eleuterio di Parenzo.