È morto Gianni Cavina, caratterista tra i più grandi. Eccezionale soprattutto in un film di Pupi Avati (La via degli Angeli) bellissimo.

È morto Gianni Cavina, caratterista tra i più grandi. Eccezionale soprattutto in un film di Pupi Avati (La via degli Angeli) bellissimo.

Chi ha avuto o avrà occasione di vedere la pellicola si imbatterà nella festa da ballo annuale organizzata dal fratello del personaggio interpretato da Cavina (del quale non sapremo mai il nome visto che rimane solo quale “il fratello di Loris”).
Festa che permette ai giovani dell’Appennino di incontrarsi, può darsi in vista di futuri matrimoni.
Qualcosa di simile in molte altre parti della apprezzabilissima Italia contadina appenninica o pressappoco di alcuni decenni fa.
L’umbro Alfio Radicioni mi raccontava delle analoghe feste delle sue terre e del fatto che i contadini, al fine di non essere identificati come tali e di avere per questo meno possibilità relazionali con le ragazze, in quegli ambiti, lavoravano in precedenza la terra tenendo comunque le braccia e il viso il più possibile coperti perché non si vedesse l’abbronzatura a denunciarli poveri lavoranti.