Balneabilità del nostro Lago, davvero?

Balneabilità del nostro Lago, davvero?

Leggo che il 2 luglio avrà luogo la Traversata del Lago di Varese.
Vuol dire che davvero le acque del nostro specchio sono praticabili senza rischi?
Non è più sul serio necessario vietare alla Schiranna come a Bodio la balneazione?
Parrebbe.
Ne sarei felice, soprattutto perché il primo divieto al bagno proprio alla Schiranna è opera mia.
1968, l’allora pressoché fatiscente Lido Comunale varesino (lo rifacemmo aggiungendo le due piscine poco dopo) era gestito dalla Azienda Autonoma di Soggiorno della quale dal 15 gennaio ero direttore.
Verso fine aprile, leggendo e ascoltando degli inquinamenti delle acque lacustri, temendo per la salute di quanti, numerosi, si sarebbero immersi di lì a non molto, chiesi all’allora esistente Ufficio d’Igiene di fare tutti i necessari esami.
Ricevuto l’esito dei quali, a maggio feci stampare ed esporre il conseguente divieto appunto di balneazione.
Ebbi successivamente a lungo modo di interessarmi alla questione anche nelle vesti in seguito assunte (diventando nei secondi anni Settanta consigliere della amministrazione provinciale) di presidente della commissione addetta al turismo, alla caccia e alla pesca.
Come si vede, molto molto tempo fa.
Da ragazzo – era una competizione che richiamava a livello nazionale e nelle varie edizioni parteciparono Paolo Pucci e i due Dannerlein – ho gareggiato senza infamia e senza lode nella predetta Traversata.
Oggi vado per i settantanove…