Giovanni

Giovanni

Giovanni era quello che alla domanda “Dove abiti?” rispondeva “Io non abito”. Giovanni era quello che non sentivi al telefono per tre anni e quando alzavi la cornetta ti diceva “Mauro, vieni con me a Lione. Non c’è neanche un povero. Li hanno ammazzati tutti”. Giovanni era quello che trovandolo per strada dopo mille giorni diceva di vivere a Casablanca “Sai? Nella casa dove è nato Marcel Cerdan” disinteressandosi assolutamente al fatto che quel battant fosse algerino, non del Marocco. Giovanni, quello al quale la madre aveva detto “Perché non muori che ci fai contenti tutti?” Giovanni…

Mica facile

Mica facile

Ti alzavi. Doccia veloce e al bar. Sulla Gazzetta, i partecipanti alle corse del pomeriggio. Mezz’ora di studio se non scoprivi subito il cavallo buono. Poi, il vero grande problema. Dove trovare i soldi per la giocata. Un venti come minimo. Il biliardo della sala corse la possibile soluzione. Ma dovevi arrivare al momento opportuno e trovare l’avversario giusto. Quello che potevi battere e che sconfitto avrebbe pagato. Quello al quale, se avessi perso, potevi dire “te li dò domani”. Mica facile davvero. E dei successivi maneggi in caso di mala parata non parlerò. Poi, nel pomeriggio, all’ora scoccata, la...

Caviale

Caviale

Almeno vent’anni che nei supermercati di Varese non si trova più nell’apposito contenitore il caviale in scatola. Presto detta la ragione. Il costoso alimento veniva preso dall’avvocato B. che nascostamente lo infilava nei carrelli di volta in volta incustoditi. Occorreva quindi che alla cassa – se come spesso accadeva la scatola finiva indistintamente in mezzo alle altre – qualcuno si sentisse chiedere il pagamento di una cifra decisamente alta. Che protestasse. Che le operazioni dovessero essere annullate e rifatte. Accortosi l’avvocato B. della sparizione delle predette scatole di caviale, andò in direzione per lamentarsi. “Caro signore”, fu la risposta, “abbiamo...

Piero C.

Piero C.

Sai quando la malattia… Quella che ti consuma, intendo. Che ti rende minuto. Apparentemente inoffensivo. Ti resta solo la voce. Autunno 1986. Uno di quelli nostri. In Valcuvia. A casa di B.. Mezz’ora da Varese. Marco – incredibile ma vero – è andato a prenderlo. Ha freddo. Dentro, davanti al camino che va accendendosi, lo accoglie e avvolge una generosa poltrona. Parla, a lungo. Guardando il primo e il secondo fuoco. Di sé. Della sua vita. Del fatto – povera donna, è la prima cosa che dice – che avesse avuto successo in precedenza, mai avrebbe sposato M.. Di Luino....